Tutto quello che c’è da sapere sul riciclaggio della plastica

Tutto quello che c’è da sapere sul riciclaggio della plastica

Oggi che siamo abituati a riciclare la plastica, in maniera praticamente automatica non facciamo altro che schiacciare la bottiglia d’acqua o accartocciare la busta che non serve e gettarle nel cestino , in attesa del giorno della settimana stabilito dal nostro Comune di residenza per procedere al conferimento del sacchetto che sarà poi ritirato.

In realtà il riciclaggio della plastica è un tema molto più articolato di così e rappresenta un vero e proprio business che ogni anno, solamente in Italia, muove un giro di affari da 700 milioni di euro dando lavoro a circa 200mila persone e coinvolgendo all’incirca 300 aziende il cui compito primario è proprio quello di riciclare questo materiale così ampiamente diffuso affinché si possa dare vita a nuovi prodotti da quello che solo apparentemente appare come un rifiuto di cui disfarsi.

Ma quanta plastica viene raccolta ogni anno nel Belpaese? I numeri fanno davvero riflettere. Gli italiani, infatti, gettano circa 750mila tonnellate di rifiuti in plastica ogni anno, dei quali oltre il 60% è materiale plastico derivante da acquisti (bottiglie d’acqua, confezioni alimentari e molto altro) e quindi questa cifra è destinata ad aumentare nel breve periodo.

Nonostante questi grandi numeri, però, non tutto il materiale plastico raccolto può essere effettivamente riciclato per dare vita a nuovi prodotti. Il processo che porta al riciclaggio inizia attraverso i cittadini mediante la quotidiana raccolta differenziata al quale seguono stoccaccio e compattazione e, solo dopo, il trasferimento presso gli appositi centri che si occupano della selezione dei prodotti.

Dopo due step iniziali nei quali i prodotti in plastica vengono selezionati per grandezza e tipologia da dispositivi meccanici a centrifuga e a soffi d’aria, un terzo e più accurato controllo viene svolto da addetti ai lavori il cui compito è quello di eliminare dal prodotto plastico destinato al riciclo eventuali parti o interi oggetti che sono stati erroneamente gettati nella plastica, come avviene ad esempio con alcuni tipi di giocattoli.

Al termine di tutti i processi, il materiale plastico raccolto ed utile sarà suddiviso in balle diverse: quelle cosiddette PET che hanno a che vedere principalmente con le bottigliette di plastica, quelle di polietilene a bassa densità, che sono invece composte da shopper ed altri materiali industriali plastici estensibili, ed infine quelle di polietilene ad alta intensità, composte da flaconi diversi dalle bottiglie e da tutti i fustini di detersivo.

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