Roma: smaltimento rifiuti e discariche

In tema di smaltimento rifiuti Roma va sicuramente ricordato che Roma ha, fino a poco tempo fa, ospitato una  della più grande discariche di tutta Europa: la discarica di Malagrotta. Questa famosa discarica viene definita la più grande d’Europa grazie ai suoi 240 ettari di terreno, 5000 tonnellate di rifiuti scaricati tutti i giorni, 330 tonnellate di scarti di discarica prodotti tutti gli anni e i rifiuti speciali che provengono rispettivamente dagli aeroporti principali di Roma, Ciampino e Fiumicino.

Emergenza rifiuti a Roma

Come accennato all’inizio, la discarica di Malagrotta ha chiuso, ormai da un annetto, i battenti dopo un’attività che è durata ben 30 anni, dopo anni di difficoltà dovute al fatto che la discarica risultava satura già dall’ormai lontano 2004, anche se l’amministrazione regionale aveva provveduto ad ampliare il territorio stesso della discarica. Inoltre stando ad una normativa europea che vieta di portare in discarica dei rifiuti allo stato grezzo, la discarica di Malagrotta avrebbe già dovuto aver chiuso alla fine dell’anno 2007.

 

Così il tempo passa, i rifiuti aumentano e si accumulano e l’aria che si respira diventa pesante insieme all’avvelenamento del terreno stesso. Dopo il “Rapporto Italia” dell’Eurispes, la discarica di Malagrotta è diventata il punto debole del nostro paese. A marzo del 2013 l’Italia è stata addirittura denunciata dalla corte europea a causa dei rifiuti scaricati a Malagrotta senza tenere conto della normativa che ne regola il giusto trattamento meccanico-biologico richiesto dall’Europa.

 

Tutto questo ha portato, a fine settembre 2013, dopo 30 anni di attività della storica discarica ormai chiusa, ad un altro grande problema, dove smaltire l’enorme mole di rifiuti di Roma? La città di Roma ha urgentemente bisogno di un nuovo sito dove poter depositare i rifiuti che non possono essere riciclati. Furono proposte, di conseguenza, due alternative:

 

  • Quadraro Alto: una zona situata nei pressi di Riano, proposta bocciata da una probabilmente giusta protesta da parte degli abitanti, anche per via della presenza di falde acquifere che, se inquinate, potrebbero rendere l’acqua imbevibile.
  • Corcolla: vicino Villa Adriana (Tivoli), ma la zona è ad alto interesse archeologico e una discarica risulterebbe decisamente inappropriata alla zona.

 

Queste le molte proteste portate avanti dai cittadini che abitano nelle zone che erano state individuate come possibili destinazioni per una nuova discarica. Ad oggi si attendono ancora notizie sul luogo indicato per la nuova discarica della capitale, tenendo conto che in casi come questo i cittadini abitanti nelle zone limitrofe potrebbero sempre avanzare proteste in virtù della pericolosità dell’impatto ambientale e della salute umana.

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